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Dettagli Interventi

Mastoplastica

Intervento al seno

Mastoplastica Additiva

Le mammelle possono avere piccole dimensioni sia per motivi congeniti, sia in conseguenza di gravidanze o modesti dimagrimenti che non ne abbiano comportato anche la discesa ("ptosi").

In tutti questi casi oggi è possibile ottenere eccellenti risultati con l’impiego delle protesi mammarie di ultima generazione, che appartengono a due categorie:

  1. Protesi rotonde: conferiscono un aspetto più pieno e più vistoso alle mammelle, e sono consigliate alle pazienti che gradiscono un risultato più appariscente;
  2. Protesi anatomiche: conferiscono un aspetto più armonico ed equilibrato, e si preferiscono in quelle pazienti che cercano un risultato più naturale.

Le protesi possono essere introdotte principalmente attraverso incisioni nel solco sottomammario o nel perimetro periareolare, e possono essere posizionate sia sotto la ghiandola mammaria (e sopra il muscolo pettorale) che sotto il muscolo stesso.

Le scelte tecniche, così come la scelta del tipo di protesi, sono personalizzate, e vengono decise paziente per paziente.



Mastoplastica Riduttiva

In seguito ad uno sviluppo precoce ed eccessivo nella giovane donna, o come risultato di un normale processo di senescenza, le mammelle possono acquisire un volume troppo grosso. Di conseguenza il seno assume una forma sgradevole ed una posizione sul torace troppo bassa.

Per correggere questo tipo di difetto esistono molte tecniche di riduzione mammaria, tutte mirate a ridurre il volume della ghiandola mammaria, innalzarla e rimodellarla. Qualsiasi sia la tecnica, permane (più o meno) la regola che maggiore è il volume e la caduta della mammella, più estese saranno le cicatrici.

Le cicatrici classiche sono rappresentate dalla cosiddetta "T rovesciata" o "áncora", ovvero da un'incisione circolare intorno all'areola, un'incisione verticale dall’areola al solco sottomammario, ed un'incisione orizzontale nel solco sottomammario. Le più recenti evoluzioni tecniche hanno consentito di limitare, in molti casi, l'incisione orizzontale ad un tratto laterale di pochi centimetri (4-5), conformando la cosiddetta cicatrice ad L (invece che a T rovesciata). In alcuni casi di minore gravità può essere sufficiente la sola incisione verticale.

L'intervento viene eseguito in anestesia generale, con un ricovero di 2-3 giorni. Il consolidamento delle cicatrici e, di conseguenza, della forma e della posizione delle mammelle avviene in circa 6 mesi. L'intervento è in grado di restituire un aspetto giovane ed armonioso alla figura del seno femminile, e di rallentare e ritardare il suo naturale processo di invecchiamento.



Mastopessi

In seguito ad un naturale processo di involuzione della ghiandola mammaria, spesso accentuato da una o più gravidanze, le mammelle possono acquisire un aspetto 'svuotato' come conseguenza di una perdita di tono del tessuto ghiandolare, assumendo anche una posizione più bassa e "seduta" rispetto alla parete toracica.

La correzione di questo difetto consiste nel ricollocare la ghiandola mammaria ed il complesso areola-capezzolo (C.A.C.) nella giusta posizione e, molte volte, nel reintegrare il volume mammario con una protesi. L'ampiezza delle cicatrici dipende dall'entità della "risalita" del C.A.C.

Nei casi in cui l'entità della "risalita" sia contenuta entro pochi centimetri, sarà sufficiente una cicatrice circolare lungo il perimetro dell’areola, che di solito diventa abbastanza gradevole e naturale nonché poco visibile nel giro di 6 mesi-1 anno. Nei casi in cui la risalita sia maggiore, si renderà necessario aggiungere una cicatrice verticale dall’areola verso il solco sottomammario.

L'intervento si esegue in anestesia generale, con un breve ricovero di 1 notte. Il consolidamento delle cicatrici e, di conseguenza, della forma e della posizione delle mammelle avviene in circa 6 mesi. L'intervento è in grado di restituire un aspetto tonico e sodo alla figura del seno femminile, e di rendere più lenti e tardivi i naturali processi di invecchiamento. .

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